Molti piccoli imprenditori italiani operano ancora attraverso società in nome collettivo (SNC), spesso per abitudine o per evitare le formalità amministrative di una società a responsabilità limitata (SRL).
Tuttavia, in un contesto finanziario sempre più esigente e orientato ai dati, mantenere una SNC può essere un grosso limite, soprattutto quando si tratta di accedere al credito bancario.
Vediamo perché oggi è cruciale trasformare una SNC in una SRL, e come argomentarlo ai tuoi clienti di studio.
Una SNC non è tenuta a redigere e depositare un bilancio ufficiale, ma solo a presentare il reddito d’impresa nella dichiarazione dei redditi. Questo crea un problema enorme quando un imprenditore si rivolge a una banca per un finanziamento: senza un bilancio ufficiale, l’istituto di credito non ha dati chiari e strutturati per valutare l’andamento dell’azienda.
Esempio pratico: Un piccolo imprenditore con una SNC chiede un fido alla banca. Il direttore gli chiede il bilancio degli ultimi tre anni, ma lui può fornire solo dichiarazioni dei redditi. La banca, senza un documento ufficiale certificato da un commercialista, fatica a valutare il rischio e molto probabilmente negherà il credito o lo concederà a condizioni peggiorative.
Oggi le banche non si accontentano più di vedere un bilancio statico; vogliono capire le prospettive future dell’azienda. Questo significa che non basta avere un documento contabile: servono analisi di flussi di cassa, previsioni di redditività e piani finanziari strutturati.
Esempio pratico: Un imprenditore con una SRL si presenta in banca con un bilancio solido e un report di analisi predittiva che mostra come l’azienda crescerà nei prossimi 12 mesi grazie a nuovi contratti già acquisiti. La banca ha dati oggettivi su cui basarsi e concede il finanziamento con tassi agevolati.
Uno degli svantaggi più gravi della SNC è la responsabilità illimitata dei soci: ciò significa che, in caso di debiti aziendali, gli imprenditori rispondono con il proprio patrimonio personale. Con una SRL, invece, la responsabilità è limitata al capitale sociale versato, proteggendo il patrimonio personale dell’imprenditore.
Esempio pratico: Un’azienda in SNC subisce un calo di fatturato improvviso e non riesce a pagare i fornitori. I creditori possono aggredire il patrimonio personale dei soci, compresi immobili e conti correnti privati. Se fosse stata una SRL, il rischio sarebbe rimasto limitato al capitale investito nella società.
Oltre ai numeri, conta molto la capacità dell’imprenditore di sapersi presentare in banca con professionalità. Le banche valutano chi gestisce l’azienda, il suo livello di preparazione finanziaria e la sua capacità di rispondere alle domande con dati chiari e strategie concrete.
Esempio pratico: Due imprenditori chiedono un finanziamento: il primo, con una SNC, arriva in banca senza dati strutturati e risponde in modo vago alle domande. Il secondo, con una SRL, porta bilanci dettagliati, analisi di flussi di cassa e un business plan per i prossimi tre anni. Indovinate a chi la banca concederà il credito con maggiore fiducia?
Se fino a qualche anno fa una SNC poteva essere una scelta accettabile, oggi è un modello superato che limita l’accesso al credito, espone i soci a rischi patrimoniali e rende più difficile comunicare in modo efficace con le banche. La trasformazione in SRL è una mossa strategica per proteggere il patrimonio personale, migliorare la credibilità finanziaria e accedere a condizioni di credito più vantaggiose.
La finanza d’impresa moderna richiede strumenti adeguati, e il primo passo è avere una struttura societaria che permetta di giocare ad armi pari con il sistema bancario e finanziario.