In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale (AI) sta rapidamente trasformando il mondo del lavoro, c’è un fenomeno che sta emergendo in modo preoccupante: gli intellettuali e i “pensatori” che parlano di sfruttare l’AI senza conoscerne le tecnologie alla base. Questo approccio superficiale non solo è fuorviante, ma impedisce anche ai professionisti di sviluppare una vera strategia di integrazione dell’AI nelle proprie pratiche. È facile parlare dell’AI come di una bacchetta magica in grado di risolvere tutti i problemi, ma la realtà è ben diversa.
Nel contesto dei Commercialisti, la conoscenza approfondita delle tecnologie che alimentano strumenti come ChatGPT o modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) è essenziale per usare l’AI in modo strategico. Solo attraverso una comprensione solida della matematica, della programmazione e dei principi di funzionamento dell’AI è possibile ottenere il massimo da questi strumenti. Chi si limita a parlare senza un’adeguata preparazione rischia di creare aspettative infondate, senza riuscire a sfruttare davvero il potenziale dell’intelligenza artificiale.
Parlare senza conoscere: il problema degli Intellettuali Spaventati
Troppo spesso, esperti che non hanno esperienza diretta con l’AI si rifugiano in convegni e simposi in cui si parla genericamente di “futuro” e “opportunità” offerte dall’intelligenza artificiale. Questi eventi, sebbene possano sembrare illuminanti, sono sovente inutili e fuorvianti. Discutere dell’AI in termini astratti senza entrare nei dettagli concreti delle sue tecnologie non fa altro che alimentare paure infondate e confusioni, invece di offrire vere soluzioni.
L’AI non è un concetto intellettuale da discutere, ma una tecnologia da imparare, testare e applicare. Ogni strategia che si basa sull’uso dell’AI senza la comprensione profonda dei suoi principi rischia di fallire, esattamente come se un imprenditore cercasse di usare un software senza aver mai imparato a utilizzarlo correttamente.